ME AND YOU AND SOMEBODY WE DON’T KNOW: la app di Miranda July che ci rende messaggeri.

L’artista poliedrica Miranda July ha realizzato una app che è progetto di arte pubblica ed esperimento sociale al tempo stesso.

_Miranda_somebody_selfie_07312014-665x1024

 

Quello della fragilità delle relazioni umane è un tema ricorrente per Miranda July, già affrontato nella sua opera prima Me and You and Everybody We Know (Premio Camera D’or a Cannes nel 2005) dove la protagonista, un’artista giovane e bella (impersonata dalla regista stessa), va alla ricerca spasmodica del contatto con un uomo, nel film il commesso di un negozio di scarpe, che ricambia ma con prudenza. La storia d’amore è contornata dalla relazione dell’uomo con i figli, un rapporto fatto di incomunicabilità in cui i ragazzini chattano su linee erotiche e fanno le loro prime esperienze sessuali. Tutto senza mai eccedere in toni scabrosi ma accompagnato sempre da momenti ironici, grazia e leggerezza che si addicono allo stile della regista in tutte le sue produzioni artistiche.

SOMEBODY_FB_web_graphic_02

Un’ironia dissacratoria sulla comunicazione al tempo di whatsapp e dell’instant messaging è la cifra della nuova creazione della July, un’app che si affianca all’uscita del cortometraggio che porta lo stesso nome, SOMEBODY, prodotti e sviluppati da MIU MIU per il progetto Women’s Tales, serie corale al femminile che la casa di moda ha sviluppato per le Giornate degli Autori di Venezia di cui è Creative Partner.

SOMEBODYAPP prova a superare il concetto di messaggio mediato dalla tecnologia e a recuperare una dimensione umana, quasi performativa, come si vede nel film della July che è quasi un tutorial sull’uso dell’app stessa.
Quando si scrive un messaggio ad un amico, che preventivamente ci ha fatto sapere che è un buon momento per parlarsi- un passo avanti rispetto all’invasività di whatsapp e simili e nella netiquette degli utenti che, come un tempo, tornano a chiedersi se sia il caso o meno di sentire qualcuno- non viene recapitato direttamente al destinatario, ma ad una persona vicina connessa in rete tramite GPS. Quest’ultima decide di recapitarlo di persona, leggendolo o in alcuni casi interpretandolo, quasi immedesimandosi in chi l’ha scritto.
E’ un sistema di passaparola tecnologico che aiuta a connettere persone che non si conoscono. Per strada, in un caffé, in ufficio, la comunicazione si espande, non è solo duale, va in out-sourcing in cerca di messaggeri.

«L’antitesi dell’efficienza utilitaristica che la tecnologia promette è infine un’app che ci rende nervosi , crea vertigini e mette in allerta le persone che ci circondano» , scrive Miranda July nel presentare la sua app.
C’è qualcosa di poetico in questo affidarsi all’altro perché si prenda cura di recapitare un messaggio per noi.
Quando nelle immediate vicinanze non c’è nessuno, il messaggio non viene perso e, come se affidato alla bottiglia, in questo caso la rete, continua a fluttuare finché non viene raccolto. I messaggi vengono archiviati in appositi repository e fluttuano fino a quando gli utenti non sceglieranno di recapitarli al destinatario.

SOMEBODY_interno_app

Il sistema usa mappe comuni e foto per il riconoscimento delle persone coinvolte, permette di segnare quando l’azione è conclusa e include un sistema di rating per i messaggeri, dimostrandone l’affidabilità. C’è spazio anche per la creatività, l’utente può suggerire azioni e espressioni al messaggero perché migliori l’efficacia del messaggio, come si vede nel corto in cui una cameriera chiede a Miranda July di sposarla, dando voce e corpo al suo innamorato distante.
Il progetto Somebody è nel suo complesso un’opera di arte pubblica, come ama definirlo la stessa autrice, per questo sono stati immaginati una serie di hotspot ufficiali presso musei e centri d’arte, tra i quali il Walker Art Center del Minnesota, dove è prevista una serata di incontri dedicati alla app e il debutto della nuova opera teatrale dell’artista, New Society.

 

Ma Miranda non si è accontentata degli hotspot ufficiali e ha invitato gli utenti di Somebody a creare hotspot personali e a postare risultati e racconti degli incontri sul Tumblr ufficiale del progetto. Messaggero e destinatario posano insieme in una galleria di selfies e raccontano come si sono trovati, a cui si aggiungono dettagli e componenti giocose.
La sfida all’alienazione da smartphone è stata lanciata. Da oggi cominciate a guardarvi attorno mentre siete in giro in metro, per strada o al ristorante, potrebbe arrivare qualcuno a portarvi un messaggio inaspettato che arriva da lontano.

 

Annunci
1 commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: